Ricerca, sperimentazione, documentazione

L’utilizzo di nuove tecnologie nella disabilità in Italia non è quasi mai contemplato nel senso di offrire una maggiore libertà espressiva e creativa, e viene solitamente associato all’ausilio per una maggiore autonomia nel movimento e nella comunicazione. Ciò dipende in gran parte dal ritardo del nostro paese nello sviluppo di atelier espressivi e percorsi di attivazione artistico – sensoriale per persone disabili.
I miglioramenti nell’utilizzo di strumenti che lavorano nell’ambito della sensorialità, sono dimostrati per moltissime patologie e disabilità, e anche nel caso italiano sono stati riscontrati e misurati importanti risultati.
Ma l’utilizzo della tecnologia a servizio dell’espressività non si esaurisce in ambito terapeutico.
Interviene nell’abbattimento delle barriere all’espressività, nel consentire cioè a persone disabili la possibilità di partecipare “alla pari” alla creazione sonora e musicale in un gruppo eterogeneo di musicisti (disabili e non), andando quindi a soddisfare un bisogno di tipo emotivo ed espressivo, nel senso di processo compartecipato di creazione artistica.
Consente di realizzare opere musicali-teatrali che diventano nodi di una rete sociale tra la disabilità, gruppi formali e non di giovani musicisti, scuole, imprese.
Con questa modalità il ruolo degli artisti diventa quello di connessione e valorizzazione di risorse, laddove il lavoro delle persone disabili diventa il motore di una nuova coesione sociale.

Fino ad ora si è lavorato in ambito scientifico alla validazione della metodologia Soundbeam, soprattutto grazie a ricerche internazionali e nazionali; le uniche ricerche italiane sono state realizzate da CRAMS e istituto MEDEA – La Nostra famiglia.
Quest’ultima ha svolto una ricerca scientifica con 12 soggetti autistici relativa all’espressività musicale (training di imitazione motoria con feedback musicale) realizzata da un team de La Nostra Famiglia guidato dalla neuropsichiatra infantile dott.sa Sara Forti.
Questa ricerca ha permesso di verificare l’effetto terapeutico dell’utilizzo del Soundbeam in termini di miglioramento della qualità e della durata dell’imitazione da parte di soggetti autistici, oltre che come strumento di intrattenimento e ricreativo.

Ai classici strumenti normalmente in uso nella pratica musicoterapica e delle attività espressive e sensoriali, si affiancano sempre di più strumenti tecnologici che facilitano l’accesso alla produzione sonora e alla multimedialità.
Negli ultimi 10 anni, le tecnologie di musica elettronica si sono sviluppate e diventate più accessibili. I musicoterapisti e gli operatori espressivi stanno cambiando le loro pratiche per incorporare queste tecnologie in espansione, che possono comprendere software di musica, strumenti elettronici, lettori MP3, videogiochi basati sulla musica, e una miriade di altre opzioni. Questi dispositivi sono sempre più popolari nel campo della musicoterapica e dell’espressività sensoriale/musicale.

Molti rami della musicoterapia fanno uso di sessioni di improvvisazione per disabile e terapeuta. È quindi importante che i disabili abbiano accesso a dispositivi che consentano l’interazione musicale in tempo reale. Gli strumenti musicali acustici tradizionali hanno dei limiti quando il movimento degli utenti è limitato. In questa situazione, l’uso dei dispositivi di tecnologia e di musica elettronica diventa importante.
(A.D. Hunt, Ross Kirk and Matt Neighbour, University of York, UK)

La nuova strategia europea sulla disabilità punta a migliorare l’inclusione sociale, il benessere e il pieno esercizio dei diritti delle persone disabili. A tal fine, la strategia prevede un’azione complementare a livello europeo e nazionale.
(Strategia europea sulla disabilità 2010-2020).